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A Cantù un caffè contro le mafie: manifestazione in piazza Garibaldi per rompere il silenzio

Politici e rappresentanti delle associazioni nella cittadina brianzola colpita dalla criminalità organizzata

La manifestazione anti mafia a Cantù

Cantù si mobilita per rompere il silenzio e dire no alle mafie: dopo il corteo di Libera a Como al mattino, si è svolta nel pomeriggio di sabato 23 marzo 2019 in piazza Garibaldi la manifestazione "Un caffè contro le mafie", promossa dal Comune di Cantù in occasione della Giornata della Memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie istituita il 21 marzo di ogni anno dalla Camera dei Deputati.

Chiamati a raccolta i rappresentanti delle istituzioni locali, tanti gli amministratori comunali presenti insieme all'assessore regionale alla Sicurezza Riccardo De Corato, i rappresentanti delle associazioni di categoria e i membri dei gruppi impegnati nella lotta alla criminalità.
Cantù è al centro delle cronache in questi mesi per infiltrazioni della 'ndrangheta, vicenda per cui è in corso il processo in Tribunale a Como. Un processo in cui non sono mancate le tensioni e che è finito anche all'attenzione della commissione antimafia.

Sul palco sono state citate frasi di Falcone e Borsellino per ribadire che Cantù dice no a ogni forma di associazione mafiosa.

Le parole dell'assessore regionale De Corato

"La Lombardia - ha dichiarato l'assessore De Corato - ha approvato negli anni varie leggi regionali con cui l'ente ha attivato politiche per la prevenzione e il contrasto della criminalità organizzata e per la promozione della cultura della legalità ed in particolare per incentivare il recupero dei beni confiscati alla criminalità organizzata e sostenere il loro riutilizzo da parte degli enti locali e della Regione".

"I settori di interesse della criminalità - ha ricordato l'assessore - vanno dai più tradizionali commercio, rifiuti, ciclo del cemento e filiera ortofrutticola, ristorazione alle più recenti penetrazioni nel settore sanitario e in quello turistico, in particolare quello degli affittacamere. Inoltre la ricerca condotta per Eupolis dal team di studenti della università Statale di Milano coordinati dal professor Dalla Chiesa ha evidenziato la sempre più insidiosa presenza delle mafie straniere in Lombardia. Le aree sotto traccia sono quelle su cui è più difficile intervenire: usura, turismo appartamenti e farmacie".

"Nel 2017 la Lombardia - ha concluso De Corato - si è collocata al 5° posto tra le regioni con il maggior numero di beni immobili e aziende sequestrate e confiscate alla criminalità organizzata. Da Cantù, oggi, si è perciò alzato forte il nostro no ad ogni possibile forma di infiltrazione mafiosa nella società e nelle istituzioni lombarde". 

Le dichiarazioni del consigliere regionale M5S Raffaele Erba

“Oggi è arrivato un segnale forte dei cittadini di Cantù - ha affermato il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Raffaele Erba- che hanno capito quanto fossero gravi i fatti avvenuti su questa piazza in passato e quanto sono gravi le ritrattazioni che oggi si stanno verificando durante il processo – commenta Raffaele Erba – La mafia è silente e punta al controllo del territorio infiltrandosi nella nostra quotidianità con l'arma della paura. Giusto quindi sviluppare e rafforzare i nostri anticorpi: abbiamo dimostrato che reagendo i mafiosi vengono messi in minoranza”.

“Il Rapporto Regionale sull'infiltrazione mafiosa nel territorio lombardo non traccia un quadro positivo: Como è la seconda provincia lombarda per infiltrazioni mafiose – continua Erba - Purtroppo la malavita organizzata sta contagiando alcuni esercizi commerciali e alcune imprese ma anche settori come l'ambiente e il turismo. La tutela del credito e l'accesso al credito sono due crepe in cui si insinuano le mafie”, osserva Raffaele Erba. La ricetta per debellare il fenomeno mafioso è cercare di reagire su tutti i fronti. “Dobbiamo sviluppare anticorpi a più livelli, per esempio assicurando supporto alle imprese a livello territoriale. Gli strumenti non mancano ma sono poco conosciuti. E poi si potrebbe istituire un punto di ascolto che possa essere d'aiuto a chi si trova in difficoltà”.

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