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Cantù, ritirava vestiti usati dai cassonetti (abusivi) per i poveri e li rivendeva in Africa: denunciato

Sequestrati dalla polizia locale i due cassonetti gialli del parcheggio dell'Eurospin di via Milano e dell'Unes di via Fossano

Il furgone carico di vestiti usati sequestrato a Cantù

Posizionava i cassonetti gialli per la raccolta degli abiti usati per i poveri a Cantù, ma nessuno di quegli indumenti andava in beneficenza, bensì venivano spediti in Senegal per essere rivenduti.
Per questo un 40enne italiano di origine senegalese, S.W. le sue iniziali, residente a Limbiate (provincia di Monza e Brianza) è stato fermato e denunciato.

Operazione "Mala fede"

L'operazione, denominata evocativamente "In mala fede", è stata condotta dalla polizia giudiziaria del comando di polizia locale di Cantù ed era tesa al contrasto del traffico illecito e deposito di rifiuti.
Tutto è iniziato alcuni mesi fa dopo le segnalazioni di alcuni cittadini che avevano notato anomalie nel ritiro di indumenti e rifiuti dai cassonetti solitamente utilizzati per la cessione ai fini solidaristici ed umanitari di indumenti ed altri oggetti di vario tipo.

Dalla mappatura compiuta nelle scorse settimane si era appreso che sul territorio comunale di Cantù c'erano dei cassonetti non debitamente autorizzati: dagli approfondimenti del caso la polizia locale ha appurato che il ritiro cadenzato del materiale non veniva compiuto da ONLUS o Associazioni deputate a tali fini.

Il fermo e la denuncia

Nella giornata di lunedì 4 febbraio 2019, in seguito a un servizio mirato nel parcheggio del Supermercato Eurospin di via Milano, è stato fermato il 40enne di Limbiate intento a prelevare il contenuto dai cassonetti e depositarlo all'interno di un furgone.
L'uomo ha riferito alla polizia locale di svolgere attività di recupero di vestiti usati e rifiuti di varia natura, prelevandoli abitualmente da 2 cassonetti per la raccolta di indumenti, uno posizionato in via Milano nel parcheggio dell'Eurospin e l'altro nel parcheggio del Supermercato "UNES" di via Fossano.
Il 40enne ha aggiunto di svolgere questa attività per conto proprio, in quanto gli indumenti recuperati vengono regolarmente da lui depositati presso il suo garage di Limbiate da dove, effettuata una cernita, venivano spediti in Senegal per la rivendita.

La polizia locale canturina ha sequestrato il furgone e i due cassonetti e ha deferito all'Autorità giudiziaria l'uomo per traffico illecito di rifiuti non pericolosi (reato che che prevede la pena dell'arresto da tre mesi a un anno o l'ammenda da 2.600 a 26mila euro), e per spedizione di rifiuti (punita con la pena dell'ammenda da 1.550 a 26mila euro e con l'arresto fino a due anni).

Indagini e perquisizioni a Limbiate

Le indagini sono tutt'ora in corso: in queste ore sono in fase di svolgimento ispezioni nel Comune di Limbiate con la collaborazione del relativo Comando di Polizia Locale, per l'identificazione di ulteriori responsabili ed ipotesi di reato. 

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Commenti (5)

  • che miseria!

  • Annullargli la cittadinanza italiana e rispedirlo al tu_cul natio.

  • mi fanno ridere queste multe e chi lo trova più questo

  • Un altro quotidiano riporta ciò che qui non è detto: "Il quarantenne è stato denunciato per traffico illecito di rifiuti non pericolosi (rischiando l’arresto da tre mesi a un anno o una multa da 2.600 a 26.000 euro) e per spedizione di rifiuti (arresto fino a due anni e multa da 1.500 a 26.000 euro)." Cosa scommettiamo che non si farà neanche un giorno di galera enon pagherà neanche un centesimo?

  • L'italiano, di origine senegalese, è uno di quelle risorse che con il proprio lavoro ci pagherà la pensione. BUFFONI!!!

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